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Quel dentino fastidioso in arrivo.

Nervosismo, salivazione abbondante, diarrea o feci acide e magari qualche linea di febbre: è molto probabile che qualche dentino da latte inizi a fare capolino. Dopo i sei-otto mesi di età (ma in qualche caso sporadico anche prima) molti bebè cominciano manifestare questi sintomi. Per la mamma inizia un lungo “calvario” che proseguirà almeno all’anno e mezzo di età quando, solitamente, spuntano i canini. Notti insonni, irritabilità del piccolo che non trova sollievo, pianti disperati e altre problematiche che contribuiscono a peggiorare la situazione.

Tra i vari passaggi di crescita, infatti, quello della dentizione è uno tra più faticosi per il bimbo che avverte dolore lasciando, spesso, i genitori inermi e scoraggiati di fronte al suo disagio. Per quanto lo sviluppo di ogni piccolo sia assolutamente individuale, generalmente la comparsa dei denti decidui (ossia i primi dentini da latte) avviene in concomitanza con l’inizio dello svezzamento e la proposta delle prime pappe. Solitamente i primi a spuntare, intorno ai 6-8 mesi, sono gli incisivi centrali inferiori seguiti poi da quelli centrali superiori entro l’anno. Quindi, è la volta degli incisivi laterali e i premolari, che spunteranno entro il primo anno e mezzo di vita e, infine, dei canini superiori e inferiori (talvolta piuttosto fastidiosi) verso i due anni. Poi toccherà ai secondi molari, dopo una breve pausa, per completare la dentizione intorno ai 3 anni. E’ importante, tuttavia, sottolineare che questo calendario non è così “rigido”: come già accennato, ogni fase e passaggio di crescita (dal movimento al linguaggio, ad esempio) può avere tempi e modalità differenti da bambino a bambino e non è, quindi, il caso di preoccuparsi.

Ciò che accomuna, invece, tutti i bimbi sono i sintomi e i disturbi legati alla dentizione seppur con un’intensità variabile. Di solito, infatti, i genitori si accorgono che un nuovo dentino è in arrivo perché il piccolo tende a mettere in bocca gli oggetti nervosamente, non solo per “assaggiarli” e “conoscerli” come fa normalmente ma nel tentativo di trovare un sollievo. A questo si accompagna un’abbondante salivazione e, non di rado, una diminuzione dell’appetito. Osservando le gengive, poi, mamma e papà noteranno che sono rosse e infiammate e, dopo alcuni giorni, tenderanno a indurirsi: segno che il dentino sta per tagliare la gengiva.

Oltre ai problemi più strettamente localizzati alla zona della bocca, altri sintomi fisici (e non solo) accompagnano questa fase delicata: il piccolo, infatti, tenderà a essere molto più irritabile con un pianto (soprattutto la notte) che sembra inconsolabile e che disturba il sonno. Potrà, inoltre (a seconda dei casi) manifestare febbre non particolarmente alta e diarrea o comunque feci acide con conseguente irritazione del sederino e ulteriore fastidio anche nella zona del pannolino.

Che fare, quindi: rassegnarsi a trascorrere notti insonni e giornate inquiete? Non è detto. Per quanto la comparsa dei denti sia un fenomeno del tutto fisiologico e sia necessario armarsi di pazienza e di calma, confortando il piccolo il più possibile, alcuni sistemi possono aiutare ad alleviare i disturbi. Tra questi ci sono i classici “rimedi della nonna”, semplici e sempre efficaci. Ad esempio, banalmente, impacchi localizzati con una garza o un panno imbevuti di acqua fredda possono aiutare a lenire il dolore. Il freddo, in generale, funziona un po’ da anestetizzante: ecco che, allora, oltre ai classici oggetti e giochi da mordere refrigeranti che possono essere messi in freezer e proposti al bambino, si può anche preparare in casa un “ghiacciolo fai da te” magari a base di sola acqua e frutta. Ancora: offrire al piccolo una tisana di camomilla nel biberon la sera o all’occorrenza, rappresenta sempre un buon sistema per calmare e rasserenare. Se il piccolo non è ancora completamente svezzato, poi, la stessa funzione viene svolta molto efficacemente dal seno della mamma: è del tutto normale, infatti, che quando un dentino sta per spuntare, il piccolo si attacchi più frequentemente cercando conforto e sollievo e, in questo modo, potrà anche nutrirsi se l’appetito tende a diminuire e non gradisce le pappe. Al contrario, se il bimbo già mangiucchia, gli si può offrire del pane un po’ “duro” oppure frutta e verdura fresche di frigo (carote e finocchi, ad esempio) da masticare o semplicemente succhiare.

In commercio è possibile reperire una serie di prodotti completamente naturali che aiutano il bambino con la sicurezza di non causare danni ai dentini che stanno per spuntare: tra questi, un rimedio antico e popolare è costituito dalla radice di viola o di iris. Si tratta di una radice dura che, una volta succhiata e morsicata dal bambino, tende ad ammorbidirsi con un effetto lenitivo e calmante del dolore. Può essere offerta al piccolo qualche minuto ogni ora circa, grazie alla presenza di un cordoncino, in modo che possa metterla in bocca senza difficoltà: è importante, tuttavia, sempre vigilare che non riesca a staccare i pezzi e ingerirli oppure che non la succhi mentre è sdraiato nel lettino. Molto efficaci anche i gel naturali da spalmare con frequenza nel corso della giornata sulle parti dolenti: tra questi, ad esempio, quello a base di Aloe vera o, ancora, quello lenitivo e rinfrescante, ad azione antifiammatoria, di Weleda a base di radice di ratania, camomilla e salvia. Quest’ultimo può essere utile anche in caso di irritazioni della mucosa orale dovute da apparecchi dentali quando il bambino è più grandicello e deve correggere i difetti dei denti definitivi. La stessa salvia, può essere fornita sotto forma di decotto sempre da applicare sulla zona dolente; in alternativa anche il succo di limone sembra essere piuttosto efficace.

Sarà capitato a molte mamme, poi, di notare bambini che indossano collanine o (meno frequentemente) braccialetti d’ambra: non si tratta semplicemente di un orpello a finalità puramente estetica. A contatto con la pelle, questa pietra, infatti, rilascia l’acido succinico, una sostanza naturale che sembra possedere la proprietà peculiare di favorire la dentizione e di diminuire il dolore legato alla stessa. Nessun rischio di strangolamento o di ingestione delle pietre: nelle collanine le singole parti sono annodate singolarmente e, in questo modo, se il filo di cotone dovesse rompersi (evento piuttosto improbabile) nessuna pietra si perderà o potrà essere ingerita dal bambino. Possono essere indossate già in tenera età, perfino dall’ottava settimana dopo la nascita: oltre ai benefici per i denti e le gengive, infatti, queste collanine sono utili anche per stimolare l’apparato immunitario, ridurre le infiammazioni e accelerare la guarigione delle ferite. Ottime anche in caso di malattie dell'apparato respiratorio come raffreddore, infiammazioni della gola, bronchite e asma.

Quando, poi, la comparsa dei dentini è associata a disturbi fisici più seri come diarrea, feci acide o, addirittura febbre, non è il caso di preoccuparsi ma è consigliabile contattare il pediatra. Quest’ultimo potrà indicare il farmaco o, ancor meglio, il rimedio omeopatico da utilizzare. Nel frattempo, sarà possibile attenuare il fastidio nel sederino applicando sulla pelle gli inserti in seta buretta. Lavabili a mano in acqua tiepida, questi inserti possiedono proprietà antisettiche e curative che possono aiutare a risolvere i problemi di arrossamento o infiammazione nella zona a contatto con il pannolino, senza bisogno di applicare ulteriori creme protettive.